Un'odissea morale.

[ . . . ] E' nella corte giullaresca che una fiaba prende vita, omaggiando realtà  che non appartengono a un pensiero comune, così dipingendo sogni su quadri senza tele. Pennelli e colori che rendono vita a sé stessi, incontrollabili nell'incostanza d'una fantasia tanto soggettiva. Cortigiane benestanti, viziose per volere e piacere, a donar incubi a mogli e sogni sadici e perversi a mariti impegnati, ed è nella variante che sta la causa del cambiamento. Nella voglia e nella risolutezza dell'applicarla sul proprio stile di vita. Lingue che plasmano fuochi perdendosi all'interno d'un centro caldo, e giochi che volano in bocce incendiate sopra a teste di giocolieri che mascherano atrocità  svolte in camere anguste. Qual più bella faccia d'un mondo se non il suo essere giocoso per mascherare l'adulterio dell'incapacità  di agire e di capire ciò che si desidera, mascherando ad occhi innocenti gli abusi del mondo su anime gracili di vita. Ed è sempre nella corte che avviene lo stupro e la sodomia, semplicemente con arti diverse e più eleganti, dicono. Ma chi ha occhi per vedere attraverso piccole finestrelle sbarrate dietro alle spalle dei giullari potrà  cogliere il marcio della mela più bella. [ . . . ]