... il dio razionale dei filosofi e quello rivelato dei teologi, «le costruzioni stravaganti messe in piedi con cause incausate, con i primi motori immobili, con idee innate, armonie prestabilite e altre prove cosmologiche, ontologiche e fisico-teologiche» [m. onfray] sono solo modi differenti di affermare l'esistenza di un creatore che «plasma l'uomo con polvere del suolo e soffia nelle sue narici un alito di vita» [genesi]...

la questione relativa all'esistenza di dio è più recente di quanto si possa immaginare poiché solo a partire dal ventesimo secolo si é costituita una superficie intellettuale in cui le posizioni ateologiche potessero spaziare, superando così di fatto l'accademismo medievale, il riformismo rinascimentale e il confessionalismo della prima età  moderna che mai avevano messo in dubbio in maniera seria l'esistenza di dio a tal punto da arrivare alla negazione...

l'ateismo - sublime il concetto di ateologia teorizzato da bataille - non è che l'altra metà del rapporto deviato e malato che l'uomo contemporaneo ha instaurato con il sacro: l'ateo nel prendere commiato da dio, lo ha odiato a tal punto da crearsi un'altra religione; viceversa il credente, o teista, ha fatto di dio una metafora e non accetta l'idea che si possa mettere in discussione l'esistenza del personaggio mitologico che ha concepito...

in entrambi i casi è scaturita la fobia dell'esistenza di dio: è difficile riuscire a vivere a prescindere dall'ipotesi di dio, poiché «il fascino dell'angoscia sta nell'orrore delle soluzioni, nel fatto di sapere tutto sin dal momento in cui ci si interroga» [e. cioran]... ovvero, il credente e l'ateo hanno lo stesso bisogno di una propria divinità, sia pure con motivazioni forme ed esiti opposti: «soltanto un ateo può essere un buon cristiano, soltanto un cristiano può essere un buon ateo» [e. bloch]...

ecco che dio è la comoda maschera dietro cui si preferisce celare gli interrogativi riguardanti l'essenza dell'uomo e il senso della sua esistenza, causa prima e fine ultimo delle azioni umane, ma «infliggendo al dio ufficiale le mansioni del padre, del creatore e dell'amministratore, lo si è esposto ad attacchi cui doveva per forza soccombere» [e. cioran]...