"The grapes of wrath" di John Steinbeck: un classico sempre attuale della Letteratura Americana.


Furore di John SteinbeckFurore di John Steinbeck, Bompiani, 2013, 633 pagine

The Grapes of Wrath, in Italia pubblicato con il titolo Furore, è un classico della Letteratura Americana. E' stato scritto da John Steinbeck ed è un libro che può essere considerato come un grande esempio della "letteratura socialista degli Stati Uniti" negli anni '30. Fu pubblicato nel 1939, infatti, e in Italia apparve solo un anno dopo per i tipi di Bompiani.

Il libro narra la storia della famiglia Joad: privata della propria terra dalle trattrici delle banche, il gruppo lascia la propria casa per andare in California dove sembra che il lavoro ci sia per tutti. Dopo un lungo viaggio sulla Route 66, durante il quale, la famiglia di disgrega e perde pezzi, i Joad arrivano in California dove scoprono che di lavoro ce n'è molto poco e sottopagato.

Una terra in cui, a discapito del sogno di una nuova vita, i lavoratori sono malvisti e bistrattati in quanto "Okies" (i contadini dell'Oklahoma che cercarono fortuna in California). Lo Stato della California non li tutela e la polizia inventa casus belli per cacciarli dai parcheggi per le roulotte e dai campeggi.

Chi legge il romanzo viene avviluppato da una sensazione di indeterminatezza. La trama stessa è indefinita e appare il crollo di un sogno: non c'è speranza.

Il nonno muore alla partenza, la nonna muore poco prima di arrivare (dove?), Connie abbandona Rosa Tea e sparisce (dove è andato?), Tom è costretto ad una vita da fuggitivo (dove va?), Noe decide di vivere nel bosco vicino al fiume (in che modo?), Al vuole andare via per farsi una casa e una vita (dove?, in che modo?).

L'unica certezza è che non ci sono certezze. La certezza è il furore, la rabbia che monta tra i poveri costretti a vedere infranto il loro diritto ad una vita migliore, il loro sogno di un lavoro, di una casa.

E' il collasso di un sistema governato dalle banche e dalle grandi società che acquistano terre sottraendole ai contadini per lasciarle a latifondo mentre i poveri si accontenterebbero di pochi metri da coltivare e sopravvivere. Le banche diventano sempre più ricche e i poveri sempre più poveri. E' un romanzo, a oltre 70 anni dalla pubblicazione, di una sconcertante attualità anche per l'Italia in cui "comandano" banche, assicurazioni e finanza.

Il libro ha avuto effetti profondi ed importanti nella coscienza sociale americana. Effetti che - spiega Gerald Locklin, professore emerito della California State University di Long Beach, continuano ancora oggi.

Steinbeck non raggiunge le vette narrative di Hemingway (il più grande in assoluto) o di Faulkner. E' uno scrittore che si trova tra la cultura pop e la cultura che si può definire "alta".

Il romanzo, a tratti, può risultare un po' noioso. Steinbeck sembra perdersi talvolta in lunghe descrizioni dei dettagli. Gli scrittori socialisti americani degli anni '30 nutrivano poco interesse per lo stile e preferivano raccontare le loro storie raccontando nei minimi particolari.

Gabriele B. Fallica
Esperto di Letteratura Americana


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