Words on Mud ricorda Fernanda Pivano.



I media, a soli quattro anni dalla sua morte, sembra abbiano dimenticato Fernanda Pivano, la grande americanista. Nanda per gli amici.

Words on Mud, community di scrittori underground, nata grazie all'impegno di alcuni appassionati di letteratura americana (conosciuta grazie a Fernanda Pivano) non dimenticano l'allieva di Cesare Pavese.

Grazie a lei abbiamo conosciuto la beat generation di Neal Cassidy, Jack Kerouac, Allen Ginsberg, Gregory Corso, Carl Salomon, Lenore Kandel. Grazie a lei abbiamo apprezzato e compreso Henry Charles Bukowski ed Ernest Hemingway.

Una mole di lavoro, la sua, non indifferente. Una mole di lavoro di cui in pochi anni non si parla più. Molto probabilmente perché la Pivano era indigesta alla polverosa gattopardesca meramente nozionistica società universitaria. Molto probabilmente perché Nanda era antifascista e nelle vene italiane un po' di fascismo scorre ancora.

Nanda era pragmatica. Guardava alle cose pratiche e non alle teorie.

Words on Mud la ricorda sempre. Non solo nella data dell'anniversario di morte ma ogni giorno.

Staff