Scopriamo oggi 20 maggio 2011 che la pubblicità nei libri la inventano Google e Amazon. Lo dice un blogger italiano... ah beh... allora...

Spesso accade che un tizio, in Italia, un mattino decida di dire la sua su un argomento. E vuole pure avere ragione.

E così un blogger si sveglia e sentenzia: la pubblicità  all'interno dei libri la inventano Google e Amazon. Detta così fa trasecolare. Leggendo il pezzo, e non solo il titolo, si capisce che si parla di pubblicità  negli e-books.

Trasecolare non perché la pubblicità nei libri non sia lecita... ma proprio perché noi di Words on Mud la inseriamo nei nostri libri dal lontano nel 1996 quando pubblicammo il primo libro. 15 anni fa.

Si trattava di poche righe di testo in 4^ pagina di copertina e di pochi riquadri posizionati in ultima pagina del libro. Niente di tremendamente invasivo. Un sistema che ci consente il finanziamento dei nostri testi.

Non crediamo di essere stati i primi a farlo. Non stiamo rivendicando nulla. Probabilmente siamo stati tra i pionieri, tra i primi a farlo.

Perché? Perché siamo scrittori underground. Ci posizioniamo volontariamente al di fuori di quella che viene definita cultura ufficiale. Ne vogliamo stare ben lontani. Noi abbiamo idee che diventano azione, siamo pragmatici. Non amiamo la prosa d'arte. Non ce ne frega nulla dei salotti televisivi.

Ecco. La notizia di oggi è l'emblea del nostro agire. Quello che oggi viene lanciato da un tizio qualsiasi come una grande novità  per noi è invece quotidianità da oltre 15 anni.

Ecco perché siamo "ai margini" della cultura... perché noi le cose le facciamo davvero senza aspettare il consenso altrui.